Il fascino segreto del colore: lasciati incantare dalle sfumature cromatiche dei vini rossi e apprendi la tecnica per decifrarne il colore

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SESSIONE DI ALLENAMENTO 8: la tecnica dell’esame visivo

Per completare il primo livello del tuo allenamento sul colore dei vini, non ti resta che esercitarti a riconoscere i colori dei vini rossi, come hai già fatto per i bianchi e per i rosati.

Il colore dei vini rossi si distingue per l’intensità e la varietà di sfumature. Proprio come un novello investigatore, puoi iniziare a raccogliere indizi sul rosso che hai nel bicchiere, a partire dal suo colore, annotando le tue percezioni sul diario di bordo. Ricordati di portare sempre con te il diario e di scrivere degli appunti ogni volta che assaggi un vino. È solo grazie ad un allenamento costante e ripetuto che potrai consolidare e rendere realmente efficaci le tue competenze di degustatore.

Per esaminare il colore di un vino rosso (ma questa tecnica vale anche per i vini bianchi e rosati) possiamo procedere con un’analisi in due fasi:

  • fase 1: porta il calice all’altezza degli occhi, e osserva il vino in trasparenza, tenendo il calice in posizione verticale;
  • fase 2: inclina il bicchiere a 45° su un foglio bianco e osserva nuovamente il colore.

Il diario può essere un utile alleato in questa seconda fase: se stai bevendo il vino al ristorante e il tavolo è colorato, potrai aprire una pagina bianca del tuo diario e inclinare il bicchiere sopra di essa, al fine di osservarne il colore. Infatti, se osservi il colore di un vino inclinando il bicchiere su una superficie colorata, la tua percezione cromatica sarà notevolmente falsata.

È molto importante anche osservare il colore del vino con la giusta illuminazione: un luogo troppo buio o con luci colorate non è adatto all’analisi visiva. È meglio prediligere luoghi luminosi e dotati di una luce il più possibile neutra.

Adesso che stai iniziando ad abituarti a degustare il vino con maggiore lentezza e concentrazione, prenditi qualche istante per osservare il vino, prima di iniziare a odorarlo e quindi a berlo. In quei preziosi secondi che precedono l’assaggio vero e proprio, potrai già iniziare a fare delle ipotesi che poi dovrai verificare successivamente.

Concediti il tempo di sollevare il bicchiere di vino rosso davanti ai tuoi occhi e di osservarne il colore in trasparenza: si tratta di un rosso impenetrabile, scuro come inchiostro, o di un rosso tenue e quasi scarico?

Si parla in questo caso di trasparenza del colore: la puoi misurare ponendo il bicchiere davanti a un foglio con delle scritte, per vedere se si riescono a leggere in trasparenza attraverso il calice oppure no. Anche in questo caso i fogli già scritti del tuo diario possono essere validi alleati.

La trasparenza può darci indizi sulla struttura di un vino, infatti un rosso più trasparente tenderà ad essere più leggero mentre un rosso più scuro e impenetrabile tenderà ad essere più corposo. Ovviamente gli indizi raccolti durante l’esame visivo vanno verificati successivamente con la valutazione dei profumi e con l’assaggio.

Già a partire dalla valutazione dell’intensità e del grado di trasparenza del colore, possiamo raccogliere degli utili indizi per risalire al vitigno di appartenenza: un rosso molto scuro e concentrato, poco trasparente, potrebbe essere un Cabernet Sauvignon, un Syrah o un Primitivo. Ma le possibilità sono piuttosto ampie.

Invece, nel caso di un vino dal colore rosso scarico, la rosa dei vitigni si restringe molto: potrebbe trattarsi di un Nebbiolo, di un Pinot Nero, di un Nerello Mascalese o di un Grignolino, tutti vitigni che si distinguono per il loro colore rosso più tenue e trasparente rispetto a quello degli altri vini. A questo punto, per capire qual è il giusto vitigno tra questi quattro bisognerà proseguire con le successive fasi dell’analisi, andando ad analizzare i profumi e i sapori di quel vino.

Ad esempio il Nebbiolo è un vino prodotto in Piemonte, mentre il Nerello Mascalese è prodotto in Sicilia: abbiamo un vino del nord e un vino del sud, il secondo poi è prodotto in una parte ben precisa della Sicilia, ossia nella zona dell’Etna, caratterizzata da un terreno di origine vulcanica. Questa provenienza caratterizza fortemente il profumo e il sapore del vino dotandolo di una particolare nota “minerale”, scura e sanguigna, riconducibile al tipo di terreno. Il Nebbiolo invece è un vino tannico, soprattutto in gioventù, e assaggiandolo si proverà una sensazione di astringenza (saliva che viene asciugata in bocca).

Non spaventarti, all’inizio è normale non conoscere le differenze tra un vitigno è l’altro. Ho inserito questa breve descrizione per darti un’idea del lavoro che si svolge nella mente del degustatore, che raccoglie, ad ogni fase dell’analisi, diversi indizi che poi lo porteranno a scoprire qual è il vino che sta assaggiando, individuando se è un vino del nord o del sud, se è prodotto in una zona di mare o montuosa e così via.

Lasciati affascinare dal piacere della degustazione, osserva la luminosità e l’intensità del colore a bicchiere in posizione verticale. Poi inclina il bicchiere sulla pagina bianca del tuo diario e osserva nuovamente il colore: vedrai una superficie più ampia e scura, nella parte più bassa e centrale del bicchiere, che costituisce il cuore del vino, e una più sottile e trasparente, nella parte più alta del calice, che viene chiamata unghia. L’unghia è molto importante: si tratta del bordo della superficie di contatto tra il vino e il bicchiere e ti permette di cogliere le sfumature di colore del vino. Soprattutto quando il vino è molto scuro e impenetrabile, è soltanto inclinando il bicchiere sul foglio bianco e osservando il colore dell’unghia che riusciamo a decifrare con precisione la sfumatura cromatica.

Unghia del vino

Questa settimana inizia a memorizzare le quattro tonalità dei vini rossi poi, nella prossima sessione di allenamento, ti spiegherò a quali immagini puoi associare questi quattro colori per non dimenticarli mai più.

I quattro colori dei vini rossi sono:

  • ROSSO PORPORA
  • ROSSO RUBINO
  • ROSSO GRANATO
  • ROSSO ARANCIATO

I vini rossi, così come i vini bianchi, sono creature vive e si evolvono nel tempo, passando da sfumature più accese e vibranti in gioventù, a sfumature più delicate nella loro fase di maturità.

In particolar modo, i rossi si evolvono passando da sfumature più violacee in gioventù, a tonalità rubino e granato a metà della loro vita, per arrivare a tonalità aranciate nel loro periodo di maturità.

È importante osservare l’unghia per cogliere l’età del vino che stai osservando: ad esempio un rosso può essere rubino con unghia porpora, segno di gioventù, oppure granato con unghia aranciata, segno che sta entrando nella sua fase più matura.

Ricordati la tecnica appresa oggi. Ogni volta che ti trovi davanti a un vino, osservalo prima col calice in verticale davanti ai tuoi occhi, poi inclina il bicchiere a 45° sul foglio bianco del tuo diario, osserva il colore del cuore del vino e poi il colore dell’unghia e scrivilo sulla pagina davanti a te.

Alla prossima sessione di allenamento.

Miriam Bruera
La tua Wine Coach

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